Il punto di Paolo Uggè - 29 aprile

Dal Nazionale 02/05/2022
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Se dei passi in avanti si stanno compiendo per quanto riguarda l’emergenza pandemia, nonostante la “prudenza ideologica” del ministero della Salute e di taluni esperti, purtroppo la questione della guerra in atto tra la Russia e l’Ucraina non solo non tende a normalizzarsi, ma sta assumendo dimensioni più estese. Una situazione questa che ci espone ad un grave rischio e rappresenta una violazione inaccettabile dei valori universali sui quali la nostra società si fonda, dei quali “la Pace” è elemento essenziale.

Non intendo minimamente esprimere giudizi sulle ragioni da cui è scaturito questo doloroso conflitto che, oltre ad aver guastato i rapporti diplomatici tra gli Stati e compromesso ampie fette di economica, sta provocando lutti innumerevoli. Il mondo - e la gente in modo particolare - aborre questa guerra e ne soffre le conseguenze. Si vergognino quelli che hanno causato questa tragedia umana.

In un simile scenario, cittadini e imprese sono naturalmente indotti a ripensare il proprio ordine di priorità. Per poter fronteggiare l’emergenza presente è necessario un grande sforzo di coesione al livello mondiale o almeno europeo e, soprattutto, è necessaria una prova straordinaria di solidarietà, che possa alleviare le sofferenze delle popolazioni direttamente coinvolte dallo scontro armato.

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