Il punto di Paolo Uggè: "Ignoranza e bugiardi possono essere pericolosi per la categoria"

Dal Nazionale 28/03/2022
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Ritengo indispensabile far pervenire, mettendo per iscritto, il mio personale pensiero sulla situazione in atto, che richiede attenzione, competenza e comprensione. Chiarisco subito che le mie accuse non sono dirette a nessuno che appartenga al mondo Fai, bensì a due soggetti che - fortunatamente - sono ad esso estranei. Lungi da me voler dare loro più importanza di quanta ne meritino. Credo tuttavia che sia necessario soffermarsi su alcune riflessioni.

Non sarà sfuggito a nessuno quanto sia delicato il momento che stiamo vivendo. Noi cerchiamo di affrontare le difficoltà con impegno e con la serietà di sempre, seppur con i nostri limiti. In situazioni complesse, è facile che si inseriscano dei “criticoni” che, senza approfondire molto le questioni all’ordine del giorno, si arrogano il diritto di montare in cattedra e contestare a priori ed a prescindere il lavoro altrui. Leggere senza sforzarsi di capire, produce distorsioni e favorisce incomprensioni, soprattutto quando, come spesso accade, alla superficialità dell’analisi si accompagna la malafede.

Siano sempre benvenute le critiche e le osservazioni costruttive, ma non è giusto per chi opera con passione e dedizione, adoperandosi per trovare soluzioni, subire velate accuse di incapacità di intendere e di volere o di superficialità. Vi prego di credere che, a chi ha l’onere di rappresentare la categoria e prende sul serio il proprio ruolo, i dubbi sorgono eccome. Se qualche colpa può esserci imputata, questa non è né la superficialità né l’inconsapevolezza.

Ripercorrendo l’intera vicenda - non certo terminata - ricordo che, sin dall'inizio, era stato evidenziato chiaramente da noi che interventi centrati solo sulla voce gasolio avrebbero potuto innescare problemi. Così infatti è stato, nostro malgrado. Ora da un lato stiamo lavorando per risolverli, dall’altro stiamo cercando di chiarire alcuni equivoci che circolano gli operatori del settore. In una simile situazione è facile che i bugiardi ed i mestatori provino ad approfittare della credulità di alcuni, o meglio della loro superficiale conoscenza dei fatti, che spesso li induce a soffermarsi sul particolare e a trascurare l’insieme. D’altronde si sa, la critica è uno sgabello su cui uno sale per apparire più grande agli altrui, ma soprattutto ai propri.

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