Sistri e la proposta di legge: “Un fondo a ristoro delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto”

25 Feb by fai-emil

Sistri e la proposta di legge: “Un fondo a ristoro delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto”

Una proposta di legge e un fondo a ristoro delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto per uniformarsi al Sistri.

Lo ha annunciato a Transpotec Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio-Conftrasporto e presidente della Fai. L’occasione è stata la tavola rotonda sul “Sistri, dall’abolizione a un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti” promossa dalla Fai nell’ambito del Salone dei trasporti e della logistica in programma fino a domani a Verona.

“Oggi a Verona presentiamo una proposta di legge, approvata ieri dal Consiglio Fai, che consegneremo immediatamente al Governo, con la richiesta dell’istituzione di un fondo con un tetto di 20 milioni di euro che possa almeno in minima parte ‘risarcire’ le imprese dell’autotrasporto per le spese sostenute. Se non avremo risposte, ci rivolgeremo a tutte le forze politiche perché si attivino in questo senso. Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali – afferma Uggè – In otto anni i costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato hanno superato i 141 milioni di euro. Per un sistema che non ha mai funzionato. La speranza è che il governo la faccia propria. In caso contrario, la presenteremo alle forze politiche per chiedere di supportare una giusta iniziativa che ha pesato per responsabilità politiche e amministrative sulle imprese del settore”.

Secondo una stima di Fai-Conftrasporto, ogni impresa di autotrasporto, per adeguarsi al Sistri, ha speso tra i 5 e i 10mila euro all’anno. Solo l’intervento di installazione e rimozione della ‘scatola nera’, resa obbligatoria dal Sistri e ora praticamente inutile, ha un costo medio di mille euro per ciascun mezzo. Il nuovo sistema costerà 3 milioni di euro l’anno, rispetto ai 40 milioni del Sistri, e i contributi annuali che verranno chiesti alle imprese saranno notevolmente inferiori a quelli pagati dai vettori negli anni passati.

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