Abolizione del SISTRI dal 2019, Paolo Uggè: “Era un sistema non funzionante e costoso per le imprese”

13 Dic by fai-emil

Abolizione del SISTRI dal 2019, Paolo Uggè: “Era un sistema non funzionante e costoso per le imprese”

Dal primo gennaio 2019 è soppresso il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri). Sono le decisioni del consiglio dei ministri che ha approvato il decreto Semplificazioni. 

Il Sistri era un sistema non funzionante, costoso, che si è voluto imporre alle imprese di autotrasporto da diversi anni – commenta il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè – Sin dall’inizio, nel silenzio di chi non ne sopportava il costo come le imprese che utilizzavano gli autotrasportatori, Conftrasporto ne aveva richiesto una profonda revisione, mettendosi a disposizione per favorire un adeguato sistema di controllo che, senza penalizzare i vettori, combattesse i fenomeni di irregolarità e illegalità. I ministri competenti non sono mai intervenuti. Conftrasporto avviò anche azioni legali ottenendo sentenze favorevoli, tutte impugnate dal ministero dell’Ambiente che non ha mai voluto riconoscere i madornali errori commessi. Chiese anche,  attraverso apposite interrogazioni parlamentari, l’intervento del ministero competente sempre ricevendo risposte evasive”.

“Nel frattempo – prosegue Uggè – pur se il sistema non funzionava, le imprese erano obbligate a iscriversi a un Albo e a sostenere i costi per l’istallazione della cosiddetta scatola nera (Black box) nelle officine appositamente autorizzate. Solo l’ottusità di ministri poco a conoscenza di come funzionano i trasporti ha generato costi pesanti e solo per le imprese di autotrasporto italiano in quanto il sistema non poteva essere imposto agli operatori esteri”.

Ora le imprese dovranno smontare quei sistemi e dovranno sostenere ulteriori costi per il fermo dei mezzi – sottolinea il vicepresidente di Conftrasporto – I sistemi dovranno infatti essere smontati. In sostanza il costo dell’operazione Sistri per ogni automezzo si aggira intorno a mile euro. Chi rimborserà le imprese per i costi sostenuti e per quelli che dovranno ancora essere affrontati per smontare le scatole nere?”.

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